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Abitanti 3361
Superficie Kmq. 20.96
Altitudine m 370
Il comune è situato nel vecchio Canavese, in un territorio
conosciuto come Vaude.
Si tratta di un altopiano formatosi, secondo la tradizione, in seguito
a un devastante incendio che distrusse le fitte boscaglie della
zona: la grande Vauda – termine che deriva forse dalla parola
celtica WALD con il signifato appunto di bosco, foresta.
Come un terrazzo, l’altopiano si eleva dai monti di Corio
per andare a scendere verso la piana di Leinì, venendo attraversato
in alcuni trattai da alcuni torrenti come Fisca, Rio Torto, Rio
Valmaggiore e Fandaglia. |
Le prime notizie sulla Grande Vauda
risalgono all’epoca di Arduino
In seguito alla sconfitta del primo re d’Italia si era verificata
la suddivisione della Marca eporediese e la conseguente assegnazione
della “Grande Selva” alla Contea di Torino.
L’origine dell’odierno toponimo risulta di origine ottocentesca,
evidenziando la devozione degli abitanti per Carlo Borromeo, al
quale già nel seicento venne intitolata ina cappella. |
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Uno degli ultimi parroci di San Carlo indicava,
tra i motivi della venuta nelle Vaude del Vescovo Borromeo, i legami
di parentela con alcuni abitanti del luogo, o addirittura il passaggio
della Sacra Sindone, che motlo probabilmente attraversò le
valli di Lanzo durante il trasporto da Chambery a Torino.
Come altri paesi delle Vaude San Carlo si compone di una serie di
case rurali e cascinali sparsi su una superficie piuttosto estesa
(6 x 4 Km). |
| Verso i primi decenni del XVII secolo,
mentre una famiglia erigeva il proprio edificio Sacro, sorse, in
sobrio stile barocco la Cappella di San Carlo. Intorno a tale costruzione
si andò formando l’attuale nucleo principale del comune.
Il 20 maggio 1860 fu celebrata la posa della prima pietra: tutto
il paese partecipò alla realizzazione dell’opera con
generosi contributi in denaro o nella costruzione fisica dell’edificio.
La chiesa fu uno dei primi edifici sacri canavesani ad essere intitolata
all’Immacolata Concezione, dogma istuituito nel 1854: ma anche
qui, la tradizione avrebbe un’altra versione. Pare che la
scelta venne dettata dall’apparizione, nel 1859, della vergine
ad una cittadina del paese. Ancora oggi, un dipinto forse steso
dalla mano di Sereno o di Croce, rappresenta tale miracolo. |
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La caratteristica del terreno, pianeggiante
e fertile con una colorazione tipica rosso-ocra ( da qui anche l’origine
della figura tipica sancarlese, i Brusatà), fa delle Vaude
un luogo adatto all’agricoltura. Tutto ciò tenendo
conto dei problemi che ogni periodo crea per l’approvigonamento
dell’acqua, dovuto dal prosciugamento dei torrenti.
Un tempo gli appezzamenti erano coltivati a vigna, campo, prato…,
mentre nell’800 emerse lo sfruttamento delle terra, che produceva
in abbondanza frumento, granoturco, uva, segale e fieno. |
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La costruzione nel 1833 del Poligono
di Artiglieria porto in seguito alle servitù militari che
perdurano ancora oggi.
Oggi San Carlo ha conservato, quale principale attività,
quella agricola, mentre parte della forza lavoro ha trovato occupazione
nei paesi limitrofi come Ciriè o Caselle, o addirittura nello
stesso capoluogo. |
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